COME SMETTERE DI PREOCCUPARSI

Le preoccupazioni e la ruminazione rientrano tra i meccanismi meno utili a raggiungere la felicità e il benessere ma, nonostante ciò, sono anche tra i più diffusi nelle persone. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato il ruolo fondamentale della ruminazione e  della eccessiva preoccupazione nell’insorgenza e nel mantenimento di ansia e depressione (Clark, & Beck, 2010; Sassaroli & Ruggiero, 2003).  

La preoccupazione comprende pensieri e idee riguardanti l’esito spiacevole di eventi futuri che spesso viviamo con apprensione e paura. Può riguardare situazioni molto diverse, come la buona riuscita di un lavoro, le possibilità di gestire correttamente una situazione, i rapporti con altre persone, le conseguenze di una dimenticanza, l’esito di un esame, ecc. Quel che è certo è che per ciascuno di noi i motivi di preoccupazione non mancano.

Secondo lo studioso Michael Fordyce (2000) la felicità dipende da quanto tempo trascorriamo in uno stato di felicità piuttosto che di infelicità (teoria time-clock). Tale teoria ci dice che più tempo dedicheremo alle preoccupazioni meno saremo felici. E’ quindi importante allenare la nostra mente a riconoscere l’effettiva importanza e utilità delle nostre preoccupazioni

E’ indubbio che questa consapevolezza sia il primo passo necessario per iniziare a ridimensionare le nostre ansie e paure e vivere con più equilibrio ed armonia.

A tale scopo ti propongo questo esercizio per aiutarti ad allenare la tua mente a smettere di preoccuparsi troppo e vivere in modo più sereno. Questo esercizio, se svolto regolarmente, può rappresentare un nuovo modo di affrontare le ansie e le preoccupazioni della vita quotidiana. Una tecnica semplice ed efficace per favorire il tuo benessere ed evitarti stress inutili.

ISTRUZIONI:

1.      Scrivi le tue preoccupazioni sulla prima colonna della tabella qui sotto.

2.      Valutane l’intensità inserendo un numero da 0 a 100 nella seconda colonna.

3.      Riponi la tabella in un cassetto per almeno due settimane senza più guardarla.

4.      Trascorso questo periodo riguarda la tabella e aumenta la tua consapevolezza rispetto all’utilità delle tue preoccupazioni, ponendoti le seguenti domande:

Mi è servito preoccuparmi così tanto? Ho forse esagerato? Quello che temevo si è realmente verificato? Le conseguenze sono state quelle che immaginavo? Valeva la pena soffrire o stressarmi in questo modo?

5.      Valuta quante volte nel mese hai esagerato nel preoccuparti o hai sofferto inutilmente.

 

Ricorda che preoccuparsi non toglie al futuro la sua paura ma priva il presente delle sue opportunità e risorse.

Spero che questo post ti sia piaciuto e ti sia stato utile! Se hai voglia, fammi sapere nei commenti qui sotto cosa ne pensi.

Tu generalmente sei una persona che si lascia condizionare dalle preoccupazioni o riesci a gestirle senza venirne assorbita? Scrivimi e sarò felice di leggerti!

Ti mando un bacione!

Anna