COME GESTIRE LA RABBIA DEI BAMBINI

Bambini che tirano calci ai compagni di scuola e che mordono il fratellino, bimbe che rompono oggetti perché rimproverate dalla mamma o dalla maestra, i motivi della rabbia nei bimbi possono essere i più disparati.

Attraverso un gesto di rabbia, i bambini comunicano qualcosa, altri sentimenti, come ad esempio la paura dell’abbandono, una perdita, l’incapacità di gestire la frustrazione,  la difficoltà di interagire e comunicare i propri bisogni. Messaggi che noi adulti dovremmo cercare di far emergere ed ascoltare.

Ma, prima ancora di comprendere, è necessario lasciare spazio alle emozioni dei bambini, soprattutto a quelle negative e più faticose, come la rabbia, la tristezza, la paura. Lasciare spazio significa vivere questi stati d’animo pienamente, non evitarli, non ignorarli, non banalizzarli ma, passarci attraverso, anche se spesso fa male.

Dobbiamo rassicurare il nostro bimbo, stargli vicino, fargli vedere che noi non abbiamo paura di vivere insieme a lui questi momenti di sofferenza o rabbia, che sono del tutto normali, fanno parte della vita e come arrivano, passeranno. Il messaggio veramente importante che noi adulti dobbiamo trasmettere è che il bambino non deve sentirsi sbagliato perché prova sentimenti come rabbia, odio, gelosia, invidia, ecc. ma anzi, tutto ciò è normale, capita a ognuno di noi, tutte le emozioni vanno bene, sono concesse ed hanno una loro funzione. Ciò che spesso non va bene, va punito o può non essere consentito è il comportamento che viene manifestato (ad esempio calci, pugni, botte, rompere oggetti,…), quindi il modo in cui queste emozioni vengono espresse.

Proviamo quindi noi adulti a porci queste domande:

Il mio bambino può dire di essere arrabbiato? A chi può dirlo? Quando mi accorgo che mio figlio è arrabbiato cosa faccio, cosa gli dico? Gli concedo di sentirsi arrabbiato? Come gli consento di esprimere la sua rabbia?

Ecco che allora, prima di parlare di cosa comunica quella rabbia e di come gestirla, è opportuno costruire uno spazio possibile e legittimo nella mente di tutti i membri della famiglia nel quale tutte le emozioni possono essere vissute e accolte. 

Quando al contrario non c'è posto per la rabbia in casa, il bambino non può che imparare a nasconderla, evitarla, sfogarla in altri luoghi, con altre persone, verso se stesso, trattarla come qualcosa di odioso e insopportabile. Inevitabilmente allora la rabbia, compressa e inascoltata, esplode, travolge, non sa essere gestita e fa paura perché fuori da ogni controllo.

Se invece la si accetta e riconosce come parte di noi e le si concede il permesso di esistere, scopriremo che non è poi così pericolosa e distruttiva, che può essere controllabile, che ha un inizio e una fine e quindi un limite.

Ciò che noi adulti possiamo fare è aiutare il bambino a trovare il modo (che funziona per lui) di gestire la sua rabbia. Possiamo proporgli varie soluzioni: prendere a calci un cuscino o un pallone, correre, strappare la carta, saltare, respirare profondamente, manipolare il didò, battere i pugni, ecc.…

Ogni bimbo dovrà scoprire cosa funziona per lui e quello diventerà il suo modo (consentito) di esprimere la rabbia e potrà ricorrervi ogni volta ne avrà bisogno.

Non importa cosa il bambino sceglierà l’importante è che abbia chiaro che quando si arrabbia 3 cose non deve assolutamente fare:

1.      Fare del male agli altri

2.      Fare del male a se stesso

3.      Rompere gli oggetti


Successivamente, una volta che lo sfogo è avvenuto e la rabbia è scesa, possiamo chiedere al bambino se ha voglia di parlarne. Potrà raccontare cosa o chi lo ha fatto arrabbiare, scopriremo insieme quindi cosa quella rabbia conteneva o nascondeva, che spesso sono altre emozioni o sentimenti difficili da affrontare come la solitudine, l'impotenza, la sofferenza, la frustrazione, la pressione ad adeguarsi a certe aspettative, ecc.., perché spesso una delle funzioni della rabbia è quella di proteggerci da qualcosa che può ferirci profondamente.

Concediamo  al nostro bambino il tempo per raccontarsi, parlare di sé, sentirsi ascoltato, riconosciuto e accolto, solo così potremo aiutarlo a crescere sano, sviluppando la sua identità e autonomia.

Tu come affronti i momenti di rabbia del tuo bambino? Gli permetti di esprimerla? In che modo?

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Un bacione e a presto!

Anna